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Risale troppo in fretta dopo un’immersione, sub si ritrova con 30 chili in più

Fare il sub richiede preparazione e concentrazione, la meraviglia che si può ammirare sotto i mari e gli oceani è proporzionale ai rischi che si corrono nell’immersione ma soprattutto nella risalita che se fatta in modo inappropriato può anche uccidere. Lo sa bene Alejandro Ramos Martinez, pescatore peruviano, che non ha perso la vita ma ha guadagnato 30 chili in più a seguito di un’immersione.

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L’uomo si era immerso nell’Oceano Pacifico per pescare e rivendere il pesce al mercato ma è risalito troppo velocemente, un’eccessiva quantità di azoto all’interno del sangue che gli ha causato delle sacche dolorose che hanno portato a un rigonfiamento muscolare, fino a fargli prendere 30 chili.
Quanto accaduto a Martines si chiama “sindrome da decompressione”, una patologia tristemente comune tra i sub che causa sintomi come macchie, prurito, danni cerebrali, paralisi, mal di testa, tosse, vertigini e nausea. La sindrome da decompressione può anche uccidere, ma i medici, come riporta il Daily Mail, hanno sottolineato che quanto accaduto al pescatore è estremamente raro.
Martinez si sottopone a diversi trattamenti nella camera pressirizzata con lo scopo di ridurre i livelli di azoto, ma il processo è molto lento. Purtroppo i dottori hanno dovuto escludere anche l’intervento chirurgico, che sarebbe stato troppo rischioso, all’uomo quindi non resta che convivere con dolori lancinanti nella speranza che i trattamenti facciano effetto il prima possibile.

Risale troppo in fretta dopo un’immersione, sub si ritrova con 30 chili in piùultima modifica: 2017-09-07T17:25:27+00:00da giorgio6620a
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